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io e lo sport

bike joyHo iniziato a praticare sport da ragazzino. A 14 anni ero già alto 185 cm e giocavo a basket nei campionati giovanili. Come capita spesso a chi viene sottoposto ad allenamenti quotidiani, una volta chiuso quel capitolo ho tralasciato per qualche anno la pratica sportiva e verso i 25 anni sono arrivato a pesare più di un quintale, poi mi sono dato una regolata. Ho ripreso ad andare in bicicletta e a correre. Ricordo ancora la fatica, i dolori e la soddisfazione la prima volta che sono riuscito a correre per 2 chilometri ininterrottamente.

Da sempre mi affascinano gli sport di resistenza, forse perché non sono mai stato veloce.

Nel 1995 ho partecipato per la prima volta alla Nove Colli, una gran fondo di ciclismo che già allora era una classica del suo genere. Per la prima volta ho provato cosa significhi piangere per la stanchezza. Dopo quell’esperienza ho portato a termine tante altre gran fondo. Ho anche partecipato per due anni alla Dolomiti Superbike, una gran fondo in mountain bike considerata particolamente impegnativa.

Nel 1998 a Firenze ho coronato il sogno che accarezzavo da tanti anni e ho corso la mia prima maratona, chiusa in 3:31:05 . È stata un’emozione fantastica, superata solo per intensità dal completamento del mio primo Ironman. Ho perso il conto delle mezze maratone (dove ho un dignitoso personale di 1:29:45) e delle corse su distanza più corta cui ho partecipato. Ultimamente ho scoperto il trail running, affascinante perché si corre in montagna su strade e sentieri.

Ho imparato a nuotare da bambino, ma come sport lo trovavo noioso anche perché a me piacciono le attività all’aperto. Ho ripreso a nuotare da adulto perché mi faceva bene alla schiena.

Nuoto, bicicletta, corsa, passione per gli sport di resistenza: aggiungiamo che ad Acqui esiste da sempre una nutrita schiera di triathleti e che molti di loro sono miei amici, e si capirà che era inevitabile che mi lasciassi tentare da questa meravigliosa disciplina. Ho esordito nel triathlon olimpico di Viareggio nel 2001. Dopo due anni di gare ho ceduto al fascino dell’Ironman, una gara che prevede 3,8 km di nuoto, 180 km di bicicletta e 42,195 km di corsa. Ho esordito a Francoforte e da allora ho portato a termine sei Ironman (su sette tentati). Il 5 luglio 2009 durante l’Ironman di Germania sono andato a sbattere contro un cartello stradale. Fortunatamente ho fatto un gran volo ma non mi sono rotto nulla. Quaranta giorni dopo riuscivo a portare a termine il durissimo e leggendario Embrunman, triathlon su distanza ironman che si tiene a Embrun, in Francia. Sicuramente è il risultato di cui sono più fiero, anche per le condizioni in cui mi sono trovato ad affrontarlo.

Il mio miglior tempo nell’Ironman è stato 10:58:30 a Klagenfurt nel 2003, ma il solo fatto di essere riuscito a concluderne sei è per me un motivo di grande soddisfazione. Sono iscritto all’edizione 2010 del Copenhagen Challenge.

La passione per il triathlon occupa una discreta parte della mia vita e nonostante il lavoro riesco ad allenarmi quasi tutti i giorni. Dopo tutti questi anni di triathlon amo sempre di più la bicicletta e la corsa, ma ho imparato anche ad amare il nuoto, soprattutto in acque libere. Ho anche imparato ad apprezzare le gare sulle distanze corte del triathlon, come sprint e olimpico.

Una delle mie frasi preferite riguardo al triathlon e in particolare alla distanza ironman è: “if you have to ask why, you will never understand” (“se hai bisogno di chiedere il perché, non capirai mai”). E poi mi piace tantissimo il fatto che l’Ironman è forse l’unica gara al mondo in cui il pubblico accoglie con lo stesso entusiasmo il vincitore come l’ultimo arrivato. Assistere all’arrivo dell’ultimo concorrente a notte fonda, salutato con fuochi d’artificio, grida e applausi scroscianti, è un’emozione alla quale cerco di non rinunciare anche se solitamente al termine di un ironman sono stanco morto. A Embrun ho provato l’emozione di essere uno degli ultimi a tagliare il traguardo (dietro di me tre finisher e quasi 200 concorrenti ritirati o fuori tempo massimo). Mi hanno accolto con applausi e una pizza appena sfornata. Ero così stanco che non ricordo neppure cosa ho detto a chi mi ha intervistato.

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ho 50 anni suonati, ho fatto l'insegnante di lettere, il traduttore e adesso sono il responsabile informatico per Lonely Planet Italia, faccio il sysadmin e scrivo applicazioni web in extjs/jquery/php/mysql. Non sono un fanatico dei computer, faccio triathlon. Mi piace la birra e adoro mangiare. Mi piace il jazz. Non guardo la tv. Volete farmi felice? Datemi una bicicletta, una strada assolata e niente traffico.

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